Nei prossimi mesi anche in provincia di Udine entrerà in vigore una nuova riorganizzazione del recapito voluta da Poste Italiane. Secondo la UILPoste Udine si tratta di un intervento che, al di là delle definizioni tecniche, comporterà un aumento dei carichi di lavoro per i portalettere e una inevitabile ricaduta sulla qualità del servizio ai cittadini.
Territori più ampi da coprire, più chilometri da percorrere, meno tempo per ogni consegna. Tradotto: più pressione quotidiana su lavoratori che già oggi operano in condizioni complesse, spesso al limite della sostenibilità.
È importante dirlo con chiarezza anche ai cittadini: se nei prossimi mesi si verificheranno disagi o rallentamenti, la responsabilità non sarà dei portalettere. Chi consegna la posta ogni giorno non decide le riorganizzazioni, non stabilisce i tagli organizzativi e non sceglie come distribuire le risorse.
I portalettere sono il volto del servizio sul territorio. Conoscono le comunità, rappresentano spesso un punto di riferimento soprattutto per le fasce più fragili della popolazione e garantiscono ogni giorno un presidio sociale oltre che un servizio postale. Colpire le loro condizioni di lavoro significa incidere direttamente sulla qualità del servizio reso ai cittadini.
Questa riorganizzazione deriva da un accordo sottoscritto a livello nazionale, voluto dall’azienda e condiviso dal sindacato di maggioranza e dai sindacati autonomi, che la UILPoste non ha ritenuto di firmare proprio perché giudicato sbilanciato a sfavore dei lavoratori.
“Non si può continuare a chiedere sempre di più a chi già garantisce il servizio con professionalità e senso di responsabilità – dichiara il Segretario Territoriale Andrea Borelli –. L’efficienza non si costruisce comprimendo il lavoro, ma investendo sulle persone. I portalettere non possono diventare il parafulmine di scelte organizzative che non hanno condiviso.”
La UILPoste Udine monitorerà attentamente gli effetti di questa riorganizzazione e si farà portavoce delle istanze dei portalettere,










