Briano (referente artigianato UIL nazionale): “bilateralità forma di aiuto vero a imprese e lavoratori”. Cinti (UIL FVG): “mantenuto il sistema produttivo del comparto negli anni della crisi”. In Fvg iscritti 5.500 imprese e 23 mila addetti.

“Sono 3 milioni e mezzo le persone occupate nell’artigianato in Italia, 1 milione e mezzo i lavoratori dipendenti. Sono una fetta importante dell’imprenditoria italiana e dell’occupazione”.

Lo sottolinea il Coordinatore nazionale della UIL per l’artigianato, Giuseppe Briano, a Trieste per il convegno “La bilateralità nel tempo a garanzia dell’artigianato” che si terrà domani nella sala Maggiore della Camera di Commercio in piazza della Borsa a Trieste in occasione dei Vent’anni (1998-2018) dell’Ebiart del Friuli Venezia Giulia, l’ente bilaterale artigiano costituito dalla UIL insieme alle altre associazioni sindacali di CGIL e CISL e delle associazioni datoriali, Confartigianato e Cna.

“L’artigianato tocca tutti i campi: dal manifatturiero ai servizi e a tutti gli altri settori produttivi. Rappresenta un fiore all’occhiello per l’economia perché molte imprese artigiane sono produttrici di beni e servizi che hanno caratteristiche di qualità tali da trovare nei mercati stranieri il loro utilizzo, sono pertanto utili al sistema del mercato economico italiano – illustra ancora Briano -. Il sistema artigiano è costruito da piccole imprese e nel tempo ha creato delle relazioni in cui si sono messe in risalto la solidarietà e la mutualità. Condizione, questa, che consente al lavoro artigiano di poter essere maggiormente protetto”. In questo quadro sindacati e associazioni datoriali “hanno creato relazioni e strumenti a sostegno del lavoro artigiano sia a livello nazionale che a livello regionale”. L’Ebiart è una di queste, “una tra le più avanzate – rimarca Briano – a livello delle prestazioni che vengono fornite”.

Il responsabile nazionale della UIL per l’artigianato mette anche in risalto come “la bilateralità nell’artigianato sia la dimostrazione dell’utilità della rappresentanza delegata nel mondo del lavoro e di logiche di solidarietà e accumulo di risorse mutualistiche che servono a dare prestazioni e un aiuto vero alle imprese e ai lavoratori nel momento del bisogno. La bilateralità artigiana interviene quando ci sono crisi aziendali a sostegno dei lavoratori, a favore delle imprese quando hanno bisogno di acquistare macchinari, interviene formando i lavoratori e anche nei momenti difficoltà, di malattia con provvidenze integrative al sistema sanitario”.

In questo momento, conclude Briano, “il mondo artigiano ha bisogno di certezza delle regole, di facilitazione di accesso al credito che va maggiormente aiutata, di un supporto sul territorio per gli insediamenti delle imprese e a livello nazionale con un aiuto per potersi espandersi sui mercati esteri con prodotti di qualità”.

A livello locale l’Ebiart e la bilateralità artigiana hanno svolto un ruolo fondamentale negli anni della crisi. “Dall’inizio della crisi ad oggi – sottolinea anche il Segretario organizzativo della UIL del Friuli Venezia Giulia Claudio Cinti – il sistema della bilateralità artigiana ha contribuito a mantenere il sistema produttivo del comparto, con la tenuta del numero di imprese e lavoratori. Molte imprese – prosegue Cinti – hanno usufruito in questi anni di ammortizzatori sociali, sia regionali che della bilateralità, che hanno consentito di tenere le aziende aperte nonostante i cali produttivi e delle commesse. Il meccanismo in regione funziona bene non solo per il sostegno al reddito dei lavoratori e delle imprese in difficoltà, ma anche sul fronte del welfare”.

In Friuli Venezia Giulia sono circa 5.500 le aziende iscritte alla bilateralità con un totale di circa 23 mila addetti nel comparto.

Trieste, 13 settembre 2018