Zgur: “Servizi notturni alla guida da 14 ore, armati, per guadagnare meno che facendo le pulizie part-time”

Orari di lavoro che arrivano alle 70-75 ore settimanali, di giorno e di notte, a garantire la sicurezza delle istituzioni ma soprattutto delle attività economiche e produttive. Eppure una guardia giurata in servizio armato non arriva a 1.000 euro al mese all’atto dell’assunzione, o 800 se si tratta di operatori fiduciari che presidiano tanti palazzi a Trieste. E’ la situazione dei circa mille addetti alla vigilanza privata di Trieste illustrata oggi al prefetto giuliano, Annunziato Vardè, da una delegazione di Cgil e Uil, per appellarsi alla istituzione perché, spiega Giulia Zgur, delegata Uiltucs (turismo, commercio, servizi), “il mondo del lavoro della vigilanza privata lavora con un contratto collettivo nazionale scaduto oramai da 7 anni, quindi quasi tre le tornate contrattuali mancate, e i lavoratori si trovano in condizioni non dignitose di lavoro”.

I rappresentanti dei lavori sono già stati accolti più volte in Prefettura, spiega Zgur, quando si è trattato di garantire servizi minimi a fronte di eventuali scioperi sul territorio. Al momento non sono in programma scioperi, precisa, ma si pensa a un blocco degli straordinari. “Recentemente ho visto turni e buste paga, e parliamo di servizi notturni di 14 ore di guida, armati. E con tutto questo, per esempio, una donna delle pulizie part-time, con un minimo di supplementare, guadagna molto di più”.

La Uiltucs chiede quindi dignità e si appella alle istituzioni di Trieste e alle committenze “per le quali loro lavorano, quindi Porto, Wartsila, Siot, Fincantieri, la Regione, l’Inps, affinché si possano trovare un nuovo punto d incontro contrattuale per ridare vita a questi lavoratori, perché abbiano salari congrui e dignitosi garantendo la loro salute e sicurezza”, conclude Zgur.