A breve dovrebbero prendere il via le trasformazioni da part-time a full-time per 530 addetti allo smistamento su scala nazionale. Un obiettivo importante, ma che sin dall’inizio abbiamo ritenuto non sufficiente a rispondere in modo strutturale alla precarietà che colpisce migliaia di lavoratori, soprattutto nei territori dove il part-time è diventato la regola e non l’eccezione.

È per questo che UILPOSTE non ha sottoscritto l’accordo dello scorso 27 novembre. Non per sottrarci, ma per ribadire un principio: ogni trasformazione è importante, ma serviva (e serve) più coraggio.

A Udine, in particolare, negli ultimi anni sono stati assunti numerosi addetti allo smistamento tutti con contratto part-time. Per loro ci siamo spesi con forza: manifestazioni, comunicati, presidi, dialogo con la stampa. Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità per far emergere il problema. Se oggi si parla di trasformazioni a livello nazionale, è anche grazie a chi ha mantenuto alta l’attenzione, senza mai arretrare. Ora ci aspettiamo numeriche adeguate alle reali esigenze dei lavoratori di Udine.

Viceversa, per il nostro territorio, questo accordo rappresenterà un’occasione persa. È proprio adesso il momento di alzare la voce – con responsabilità e determinazione – per ottenere il miglior risultato possibile, nell’ottica di una distribuzione equa delle trasformazioni su tutto il territorio nazionale.

Continueremo a vigilare, a informare e a sollecitare ogni sforzo possibile. Perché sia chiaro a tutti: qualunque sia il risultato, il merito sarà anche di chi non ha mai abbassato la guardia ed è sempre stato dalla parte dei lavoratori.

Andrea Borelli
Segretario territoriale UILPOSTE Udine