Previti: “Penalizza i punteggi più alti, non rispetta il merito, opaco su riserve e precedenze”

“Anche per quest’anno scolastico, il sistema informatico, costato svariati milioni di euro, risulta paradossale e penalizzante, come confermato più volte dai tribunali del lavoro a seguito dei nostri ricorsi”. Lo afferma il segretario generale di UIL Scuola Rua del Friuli Venezia Giulia, Ugo Previti, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, che vede in regione chiamati in cattedra oltre 3.000 docenti precari (supplenti), con meccanismi che non premiano il merito.

“L’algoritmo riparte con l’assegnazione delle supplenze dall’ultima posizione in graduatoria rispetto al primo turno di nomina e considera rinunciatari coloro che potrebbero ottenere la nomina sulla base delle nuove disponibilità” – spiega Previti. “Questo significa che un candidato, pur essendo primo in graduatoria e avendo legittimamente indicato come preferenze solo le sedi più vicine alla propria abitazione, se al momento del primo turno di nomina nessuna di queste risultasse disponibile, verrebbe escluso dalla possibilità di ottenere supplenze nei turni successivi e per tutto l’anno scolastico, anche se successivamente si liberassero posti corrispondenti alle preferenze espresse”.

Di fatto, evidenzia la UIL Scuola regionale, il sistema messo in atto dal ministero dell’Istruzione nel 2020 continua a penalizzare i candidati che hanno punteggi più alti. Cosa che il ministero, che intanto è diventato anche ‘del Merito’, continua a ignorare.

“A ciò si aggiunge il fatto che alcuni posti sono stati assegnati a supplenti già di ruolo, i quali avrebbero dovuto essere tempestivamente rimossi dalle graduatorie” – continua il segretario regionale. “Ciò ha portato alla revoca e successiva riassegnazione di incarichi, con conseguenze negative non solo per il personale, ma anche per la continuità didattica degli alunni, oltre a una scarsa trasparenza nell’applicazione del sistema delle riserve e delle precedenze”.

Anomalie che UIL Scuola continua a denunciare da quattro anni, conclude Previti, “insieme a tutti i limiti di una procedura dalla quale non può dipendere in maniera esclusiva la vita personale e professionale di un docente. Pensiamo che la presenza fisica degli aspiranti alla convocazione, in attesa di un perfezionamento della procedura, sia la soluzione auspicabile”.