SPADARO: A TRIESTE SITUAZIONE PIU’ GRAVE, MA ARRIVATO SOLO UN CONSULENTE

Sono 37 le nuove assunzioni fatte in via straordinaria a febbraio in Friuli Venezia Giulia nelle Poste Italiane. Questi assunti (1.100 a livello nazionale) sono chiamati a “sanare” una mancanza grave di personale nelle Poste italiane in regione, il 30% rispetto agli attuali 2.000 dipendenti (circa 600 persone) perso negli ultimi 10 anni. Lo denuncia il segretario regionale di Uil Poste del Friuli Venezia Giulia, Ugo Spadaro, sottolineando che la situazione più grave è a Trieste, esclusa dalle politiche attive, dove capita che su 7 sportelli ne lavorino 2. “Al capoluogo regionale è stato assegnato un solo nuovo assunto, un consulente finanziario. Una presa in giro”, commenta il segretario.
Nuovi consulenti che sono 2 a Gorizia e Pordenone ciascuna, e 6 a Udine, mentre il resto delle assunzioni sono alla “sportelleria”, 9 a Gorizia, 16 a Pordenone e 6 a Udine. A queste si aggiungono altre 31 conversioni da part a full-time. “Manovra ‘flop’ quest’ultima – osserva Spadaro –, perché le persone che hanno chiesto il part-time, evidentemente non possono lavorare a tempo pieno, quindi rifiutano. Sarebbe stato più efficace – aggiunge – far passare 31 colleghi da recapito alla sportelleria, ciò avrebbe coperto tutti i posti”.
Da qui la lettera firmata a fine febbraio da Uil Poste assieme Slp-Cisl, Slc-Cgil e Failp-Cisal, “percorso sindacale unitario – sottolinea Spadaro, rilevando che qualche sigla, anche non firmataria, si sta appropriando dell’iniziativa – con cui chiediamo a Poste Italiane una nuova manovra straordinaria assunzionale alla rete degli uffici postali per il Triveneto ed in particolare per il Friuli Venezia Giulia, che resta una delle regioni più in difficoltà in Italia”.
A seconda della risposta la Uil si riserva di intraprendere, unitariamente con altre sigle sindacali di categoria, eventuali azioni di protesta, se i numeri delle assunzioni destinate al Friuli Venezia Giulia dovessero risultare inefficaci.