Vicenda Gurrieri sintomo ritorno ‘politica del soffocamento’ dello scalo giuliano
“Eravamo in uno stallo, ora siamo di fronte a un ‘crollo’ per quanto riguarda la dirigenza dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale. La vicenda che vede le dimissioni del commissario straordinario, designato a presidente, è solo l’ultimo effetto nefasto per il Porto di Trieste dovuto al ritorno delle lotte politiche nei luoghi in cui invece devono essere prese decisioni tecniche e strategiche per il futuro dell’economia cittadina e regionale”.
Così segretario generale UIL Friuli Venezia Giulia, Matteo Zorn, e la segreteria regionale di UIL Trasporti commentano la notizia delle dimissioni di Antonio Gurrieri dalla guida commissariale dell’Autorità portuale, e alla sua rinuncia alla presidenza.
“Da oltre un anno allo scalo triestino, per via non-decisioni politiche centrali, è impedito di dare risposte al stravolgimento del contesto economico internazionale, di tutelare non solo l’economia ma anche il lavoro di qualità in un territorio in cui la manifattura scompare. O forse è esattamente una decisione politica, di quelle forze- concludono Zorn e UIL Trasporti- che già anni fa erano impegnate a soffocare il Porto di Trieste per dare precedenza ad altri scali nazionali”.











