Patronato Ital-Uil di Trieste attiva due medici per agevolare le domande di invalidità

“L’Inps di Trieste appena in questi giorni ha iniziato a elaborare le domande di invalidità civile. A causa di una sperimentazione attivata in modo approssimativo anche nel capoluogo regionale, chi ha diritto al sostegno per l’invalidità di fatto non ha potuto usufruire del diritto per quasi 5 mesi. Non siamo abbastanza ingenui per credere che tutto questo sia un caso; pare invece un modo cinico e spregiudicato da parte del governo per risparmiare sulla pelle dei più bisognosi”.

Lo denunciano il segretario generale UIL del Friuli Venezia Giulia, Matteo Zorn, e la responsabile del Patronato ITAL-Uil regionale, Giuseppina Di Prisco, dopo che la UIL ha raccolto numerose lamentele dei cittadini lasciati a sé stessi, mentre prima, per la pratica per l’invalidità Inps, potevano rivolgersi ed essere assistiti direttamente dal Patronato.

La sperimentazione porta ulteriori gravi criticità che danneggiano le persone, spiegano Zorn e Prisco: la commissione di medica dell’Inps di fatto non fa più visite a domicilio alle persone non autosufficienti (a meno che non dipendano da apparecchi); by-passati i Patronati, la compilazione e presentazione delle domande è ora in capo ai medici di medicina generale, che per il carico eccessivo di lavoro hanno aumentato le tariffe e difficilmente fanno visite a domicilio.

Un costo ulteriore per il cittadino, che tuttavia la UIL non intende osservare inerme, ma si è attivata per ridurre il danno per le persone per quanto possibile.

“Abbiamo attivato una collaborazione con due giovani medici di medicina generale – spiega Di Prisco – che un giorno a settimana, a seconda delle richieste, mattina e pomeriggio, sono presenti nella sede del Patronato in via Polonio 5 a Trieste, e su appuntamento fanno anche visite a domicilio. Il prezzo, deciso dai sindacati dei medici, è sempre di 150 euro per pratica, ma il vantaggio della offerta di ITAL-Uil è, da una parte, di assicurare ai medici di avere subito sul posto dati e assistenza nella compilazione della domande di invalidità; dall’altra, di assicurare alle persone l’informazione e la piena fruizione dei loro diritti”, conclude la responsabile ITAL.