Calabrò (Uiltucs): “Aperture selvagge non aumentano fatturato, e rendono più difficile conciliazione vita-lavoro”
“Come aveva previsto la UIL a suo tempo, la liberalizzazione degli orari commerciali non ha avuto effetti positivi. Accogliamo quindi con favore la proposta di legge di regolamentare le chiusure festive per il lavoro nel settore commerciale. Riteniamo che questa misura possa contribuire a mitigare gli effetti negativi della deregulation fatta dal governo Monti che non ha portato alcun beneficio in termini di occupazione o consumi, ma ha peggiorato le condizioni di lavoro e impattato negativamente sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori, come abbiamo da tempo denunciato”.
Così il segretario generale UIL del Friuli Venezia Giulia, Matteo Zorn, commenta l’iniziativa legislativa a seconda firma del deputato Fdi, Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro alla Camera, che intende regolare le aperture degli esercizi commerciali durante le festività.
“I tempi sono maturi per una nuova legge che limiti le aperture festive e che possa contribuire a tutelare il diritto al riposo e alla vita familiare dei lavoratori; ridurre lo stress e migliorare il benessere dei dipendenti; promuovere un modello di commercio più sostenibile e rispettoso dei lavoratori”, sintetizza Zorn.
Per il segretario generale UILTuCS del Friuli Venezia Giulia, Matteo Calabrò, “le aperture selvagge non hanno portato un aumento di fatturato, anzi, hanno portato un aumento dei costi. Ma soprattutto lavoratrici e lavoratori hanno visto ancora più difficoltà a conciliare la vita privata con il lavoro. Senza una gestione delle aperture a livello di legge – sottolinea –, abbiamo visto che si crea una competizione selvaggia tra le aziende per sottrarsi i clienti, che si spingono ad aprire sempre di più, ma di fatto senza reali benefici e a scapito del lavoro”.
Per questo Zorn e Calabrò intendono seguire “con attenzione l’iter legislativo di questa proposta di legge e parteciperemo attivamente al dibattito pubblico, sostenendo l’introduzione di una normativa che garantisca un giusto equilibrio tra le esigenze delle imprese e i diritti dei lavoratori”, concludono i segretari di UIL e UILTuCS.











