Superato il 70%. Quote maggiori nella lunga percorrenza.

Cipriani (UIL Trasporti FVG): “motivazioni molto sentite dai lavoratori del settore. Fondati timori per la salute e la sicurezza di passeggeri e utenti della strada. Se non ci sarà cambio di rotta saremo costretti a nuove agitazioni”

Ha raggiunto percentuali di adesione elevatissime in Friuli Venezia Giulia la partecipazione dei lavoratori del settore allo sciopero nazionale dei trasporti indetto ieri per protestare contro le norme del pacchetto mobilità emanato dalla Commissione europea. Alle 4 ore di stop alla circolazione hanno aderito in media oltre il 70%, con punte maggiori nella lunga percorrenza, sulle tratte extra urbane.

Le adesioni più alte allo sciopero si sono registrate in particolare nelle province di Udine e Gorizia dove, per ragioni prettamente geografiche, il trasporto pubblico locale è caratterizzato da numerosi servizi a lunga percorrenza. Elevate, comunque, le quote di adesione anche nel settore del trasporto urbano, con una media del 60-65% di partecipazione.

“Le motivazioni dello sciopero sono state oltre che condivise anche molto sentite dai lavoratori del settore”, spiega il Segretario regionale della UIL Trasporti FVG Michele Cipriani. A indurre i sindacati di categoria a indire, a livello nazionale, l’agitazione è stata l’emanazione del pacchetto mobilità della Commissione europea che modifica il regolamento Ce 1073 del 2009 che fissa le norme comuni per l’accesso al mercato internazionale dei servizi di trasporto effettuati con autobus e pullman. “Questa modifica del pacchetto  – chiarisce Cipriani – ha suscitato e suscita numerose e forti preoccupazioni dovute a un regime autorizzatorio che consente la possibilità della presenza di più operatori a partire da percorrenze superiore a 100 chilometri. Ciò determinerebbe una sovrapposizione dei servizi di trasporto pubblico locale e comporterebbe anche  un dumping di compensazioni diverse nell’ambito del servizio pubblico”. La riforma della normativa porterebbe inoltre alla completa liberalizzazione delle operazioni di cabotaggio con la possibilità per gli operatori stranieri di effettuare servizi di trasporto di persone a lunga percorrenza senza limiti di tempo, con conseguente deregolamentazione completa del mercato del trasporto, “con conseguenze di concorrenza sleale e dumping sociale”.

Tra i motivi che hanno destato maggiore preoccupazione c’è, infine, la modifica al regolamento Ce 561/2006 che “porterebbe di fatto all’aumento in modo esponenziale delle ore di guida dei conducenti, riducendo, nel contempo, quelle di riposo. Si avrebbe in questo modo – esprime tutte le preoccupazioni anche dei lavoratori del settore del FVG – un ampliamento sicuro dei rischi per la salute e la sicurezza dei passeggeri e degli utenti della strada”.

“Siamo soddisfatti dell’alta adesione raggiunta dallo sciopero. Ovviamente, se non ci saranno segnali di cambiamento dovremo continuare a protestare, con modalità che salvaguardino al massimo il diritto alla mobilità dei cittadini”, conclude Cipriani.

Trieste, 22 gennaio 2019