Calabrò: “Recupero perdita potere acquisto, adeguamenti su malattia, infortuni, formazione obbligatoria, indennità per nuove mansioni. Ma da datori proposta quasi offensiva”
“Siamo qua a scioperare perché richiediamo il rinnovo del contratto che è scaduto ad agosto 2024. Noi abbiamo fatto una proposta economica che Federfarma ci ha respinto e ci hanno fatto una proposta direi quasi offensiva per la nostra professionalità. Inoltre richiediamo delle indennità perché ormai la farmacia è diventata una farmacia anche dei servizi. Molto spesso questi servizi non sono retribuiti e richiediamo quindi delle indennità”.
Lo sottolinea Adele Chiacchia, farmacista delegata Uiltucs del Friuli Venezia Giulia, al presidio regionale a Trieste in occasione dello sciopero nazionale dei farmacisti delle farmacie private, proclamato unitariamente per 6 novembre da Uiltucs, Fisascat e Filcams, dopo la rottura del tavolo con Federfarma.
Un rinnovo in stallo, sottolinea il segretario generale Uiltucs del Friuli Venezia Giulia, Matteo Calabrò, “da parte delle associazioni datoriali di Federfarma, c’è una proposta economica irricevibile, quasi offensiva, rispetto a quelle che sono le richieste, dovute alla perdita del potere d’acquisto, di adeguamento economico in questi anni”.
Il sindacato chiede anche “un adeguamento delle articolazioni che riguardano malattia, l’infortunio, i corsi di formazione obbligatoria che chiediamo siano fatti in orario di lavoro e siano retribuiti. Quindi tutta una serie di proposte della nostra piattaforma che Federfarma ha calpestato”, conclude Calabrò, “quindi chiediamo a Federfarma che torna al tavolo con delle proposte serie e adeguate alla professionalità dei lavoratori delle farmacie”.





















