Il rinnovo del Ccnl dei metalmeccanici, un contratto che in Friuli Venezia Giulia si applica a circa 56 mila addetti del settore, è un risultato importante, salutato con favore anche dal Segretario Regionale della UILM FVG Ezio Tesan. 

“Sul tema del salario siamo riusciti a scardinare la proposta di Federmeccanica e Assistal che chiedevano di ancorare l’aumento contrattuale all’Ipca (indice dei prezzi al consumo armonizzato) abbiamo ottenuto di fissare gli aumenti sui minimi tabellari che verranno erogati in tranches a giugno di ogni anno indipendentemente dall’andamento inflattivo e con le relative incidenze sugli istituti contrattuali in favore dei dipendenti”, così abbiamo rinnovato un contratto scaduto a dicembre 2019, risultato per nulla scontato in una situazione in cui il paese è ancora nel pieno della fase pandemica e della crisi che quest’ultima riflette sui mercati. 

Con il contratto sono confermati importanti strumenti di welfare, dal fondo sanitario Mètasalute ai flexible benefit  di 200€ per ogni anno di vigenza dell’accordo.

Sul tema dell’innovazione, è confermato il diritto soggettivo alla Formazione, condizione indispensabile per un aggiornamento continuo delle competenze di tutte le lavoratrici e lavoratori metalmeccanici. E’ stata inoltre  realizzata la riforma dell’inquadramento professionale, aggiornata alle nuove professionalità e competenze dei lavoratori del comparto, un ammodernamento che guarda all’elevato grado di istruzione,  alle competenze tecniche ed informatiche presenti oggi nei luoghi di lavoro. 

Il contratto – sottolinea gli aspetti di maggiore novità il segretario Tesan – introduce anche importanti innovazioni in favore di giovani e parità di genere. E’ stata infatti incrementata a carico aziendale la contribuzione al Fondo Cometa per gli under 35 “ un segno che guarda alla necessità di rafforzare la pensione integrativa per i giovani,  i quali avranno più bisogno di una forma di pensione complementare forte.

 Rafforzata la parità di genere. Nuove tutele per le vittime di violenza e molestie, in famiglia e sul luogo di lavoro

Si introducono per la prima volta misure in favore delle vittime di violenze e molestie, è un primo passo rispetto ai fatti di cronaca che quotidianamente vedono in particolar modo le donne destinatarie di tali atrocità, un primo passo sicuramente non risolutivo ma che detta la linea, per casi particolari, è previsto che ci siano congedi retribuiti da 3 a 6 mesi. 

Sappiamo quanto è difficile il percorso che “soprattutto le donne” devono affrontare quando c’è un allontanamento obbligato dalla dimora per garantire, a loro e i figli, adeguati sistemi di protezione. Tra le altre misure, agevolazioni per l’accesso al part-time, alla flessibilità di orario di lavoro e a forme di lavoro agile – conclude Tesan -. Ma un passo importante riguarda le aziende, dovranno anche fare prevenzione e informazione sul tema. 

Ora la nostra attenzione si deve riversare sulla necessaria proroga al divieto dei licenziamenti in scadenza il prossimo 31 marzo, misura necessaria congiuntamente alla proroga degli ammortizzatori sociali.

Trieste, 10 febbraio 2021