COMUNICATO STAMPA

Giacinto Menis confermato Segretario UIL FVG

UIL: PORTO REGIONE PER LO SVILUPPO DEL FVG

Porto-Regione, sanità, lavoro e innovazione. Sono solo alcuni dei temi affrontati dal Segretario regionale Giacinto Menis in occasione del X congresso regionale.

“Abbiamo riagguantato la soglia anche simbolica dei 500.000 occupati, ma sarebbe sbagliato pensare che, passata la tempesta, siamo tornati alle condizioni pre-crisi”.

Lo ha affermato il Segretario generale della UIL del Friuli Venezia Giulia Giacinto Menis nel corso della relazione con cui ha aperto questa mattina, nella sala Tommaseo dell’NH Hotel di Corso Cavour a Trieste, il X Congresso regionale della UIL del Friuli Venezia Giulia che lo ha confermato nell’incarico.

LAVORO.  “Continuiamo ad avere 3 aree di crisi diffusa – il distretto del mobile, quello della sedia e l’Isontino – oltre ad un’area di crisi complessa corrispondente all’intera Zona Industriale di Trieste – ha fotografato la situazione Menis -. C’è un marcato invecchiamento della popolazione occupata: la fascia d’età fino ai 34 anni, che nel 2008 rappresentava il 30% degli occupati, oggi è scesa al 20%, pari a quasi 50.000 unità in meno; viceversa, la fascia degli ultra 55enni è cresciuta di quasi 40.000. Sono inoltre cresciuti i contratti a termine e i part-time involontari, quelli cioè dettati dalla volontà delle aziende, sono addirittura triplicati rispetto ai valori pre-crisi da 17.000 a 47.000”.

Ad essere penalizzati sono stati soprattutto i giovani. “Quasi 40 mila, uno su cinque in regione, sono senza lavoro. Per la metà sono disoccupati (iscritti ai centri per l’impiego) mentre l’altra metà il lavoro neanche lo cerca”. La situazione si riflette anche sul fenomeno degli “expat” più che raddoppiati nell’ultimo decennio . All’estero non vanno solo i giovani che cercano un’esperienza di arricchimento personale e professionale ma anche quanti, “in possesso di requisiti formativi e professionali medio-bassi, hanno deciso di lasciare la regione per il solo fatto che non trovavano lavoro”.

SICUREZZA. L’occupazione non può in ogni caso andare a discapito della sicurezza. “L’andamento degli infortuni in regione in questi primi mesi dell’anno, in particolare di quelli mortali, ci dà la misura dell’attualità e della gravità del problema – chiarisce Menis -. Aumento del lavoro in appalto e destrutturazione del mercato del lavoro – oltre al progressivo allungamento della vita lavorativa, anche nei settori dove le mansioni sono particolarmente gravose – sono fattori che incidono non soltanto sui livelli retributivi e sulle garanzie contrattuali, ma anche sugli standard di prevenzione e di sicurezza. La sfida, da affrontare con tutte le parti datoriali e istituzionali, dev’essere quindi quella per un “lavoro di qualità” che garantisca la pienezza dei diritti, a partire da quello, fondamentale, alla sicurezza”.

Il Friuli Venezia Giulia, peraltro, sconta anche il problema dell’amianto, “la cui incidenza si attesta ben al di sopra della media nazionale”, ha sottolineato Menis ricordando che la UIL ha “già richiesto alla nuova Giunta regionale il rinnovo della Commissione Regionale Amianto, dando continuità all’importante opera di informazione e di tutela degli ex esposti svolta da tale organismo”.

INNOVAZIONE. In un mondo contraddistinto da una competizione globale sempre più spinta, “il cosiddetto “modello nord-est” non basta più a reggere la competizione sul fronte dei costi lanciata dalle economie emergenti”, ha postulato poi Menis convinto che sia solo “investendo in innovazione e in internazionalizzazione, elevando il valore aggiunto dei prodotti, che si può difendere e rafforzare la posizione sul mercato delle aziende”. Tema su cui la UIL chiama anche “ la nuova amministrazione regionale a concentrare i propri sforzi, promuovendo e incentivando politiche industriali capaci di accompagnare l’evoluzione del nostro comparto manifatturiero verso nuovi processi produttivi all’insegna della competitività, della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale d’impresa, anche favorendo l’integrazione delle piccole e piccolissime imprese, l’accesso al credito, i servizi alle imprese, la formazione e le politiche attive del lavoro”. La UIL del Friuli Venezia Giulia chiede quindi che “venga adeguatamente rafforzata la dotazione finanziaria della legge regionale Rilancimpresa, nonché vengano implementate le azioni di marketing territoriale volte ad attrarre investimenti ed insediamenti industriali in regione, legando tuttavia gli incentivi a precise condizioni, anche prevedendo la loro restituzione in caso di trasferimento della produzione in altro Paese”.

FISCALITA’ DI VANTAGGIO.  “Siamo pure dell’idea che, nell’immediato, tali interventi debbano essere integrati da altre misure, quali la fiscalità di vantaggio, senza la quale non c’è partita con i Paesi confinanti e concorrenti, caratterizzati da livelli di imposizione tributaria e contributiva assai più contenuti dei nostri”, ha sottolineato ancora Menis.

COMMERCIO E COSTRUZIONI. Uno dei settori che in questi anni ha subito il calo del potere d’acquisto delle famiglie, anche in Fvg, è sicuramente il commercio, settore in cui “quasi tutte le catene della grande distribuzione hanno subito processi di riorganizzazione e riduzione degli organici, nonostante l’ampliamento di orari e giornate di apertura, accompagnati da un aumento esponenziale dei part-time involontari, accompagnati da regimi di flessibilità estrema delle turnazioni”. Anche se notoriamente è il settore delle costruzioni quello ad essere stato colpito maggiormente dalla crisi, con il dimezzamento del numero delle imprese e degli addetti, in parallelo alla crescita di falsi lavoratori autonomi e irregolari. Recupero e risparmio energetico sono gli ambiti su cui puntare per la ripresa.

PORTO REGIONE. Per il rilancio della Regione, però, secondo Menis bisogna sfruttare la posizione strategica del Friuli Venezia Giulia, alla base della direttrice europea del Corridoio Baltico-Adriatico, che potrebbe trasformarla in uno “snodo intermodale strategico al servizio dei crescenti traffici tra Estremo Oriente e Centro-Est Europa, via Mediterraneo”. “Le opportunità di sviluppo sono rappresentate dalla logistica, inserita nel più vasto progetto di porto-regione, quello che prevede il collegamento tra i porti di Trieste, Monfalcone e San Giorgio di Nogaro e il legame sempre più stretto tra gli interporti di Fernetti, Gorizia, Cervignano e Pordenone all’interno di un disegno di sviluppo che intreccia la capacità produttiva della regione con le infrastrutture strategiche e fa dell’intero Friuli Venezia Giulia una piattaforma logistica fortemente integrata – ha aggiunto -. In questo contesto, il Porto di Trieste può giocare la carta dell’unicità del suo status in ambito europeo: quello di non essere “soltanto” uno scalo marittimo, ma di ricomprendere anche aree industrializzabili in regime di Porto Franco”. Per far decollare questa opportunità serve che “le forze politiche locali, regionali e nazionali sappiano condividere un terreno d’intesa e di azione comune nell’interesse del territorio”.

SANITA’. Il congresso della UIL FVG è stata l’occasione anche per affrontare il delicato tema della sanità. “Il Friuli Venezia Giulia è tra le regioni più anziane, seconda solo alla Liguria, con un quarto di ultra-sessantacinquenni, destinati a diventare un terzo tra una quindicina d’anni – ha aggiunto Menis -. Questo determina la sempre maggior incidenza dei casi di disabilità e cronicità da cui discende la necessità del rafforzamento delle strutture territoriali e dei servizi di prossimità alle persone”.

“Le liste d’attesa sono troppo lunghe e i pronto-soccorso sono troppo intasati. E’ vero, ma dubitiamo che, da sola, l’adozione di qualsiasi altro modello organizzativo, tra quelli evocati in campagna elettorale, basterebbe a risolvere il problema. Serve, piuttosto, l’attuazione di una politica mirata di assunzioni”, ha proseguito il segretario sostenendo che vadano risolti anche i nodi critici emersi dalla riforma.

SINDACATO. In questa cornice la UIL si è rivelato in questi anni un sindacato in crescita quanto a consenso, significativi i risultati delle recenti elezioni nelle Rsu, e numero di iscritti.  Anche il patronato ITAL del Friuli Venezia Giulia ha registrato una crescita superiore alla media nazionale ed è tra le 7 regioni più virtuose. E’ su questo solco che la UIL FVG intende lavorare anche per i prossimi quattro anni “rafforzando la nostra presenza sul territorio e tra i lavoratori, costruendo il modello di ‘sindacato a rete’”.

I lavori sono stati chiusi dal Segretario confederale della UIL nazionale Domenico Proietti. “In questi anni abbiamo salvaguardato oltre 200 mila lavoratori e lavoratrici che grazie al nostro impegno sono potuti andare in pensione con le vecchie regole. Abbiamo aperto questa breccia importantissima sulla previdenza. Abbiamo rinnovato quasi tutti i contratti pubblici dopo 9 anni di blocco e definito un moderno modello di relazioni industriali che dovrà guidare la contrattazione nei prossimi mesi e anni. Le elezioni del 4 marzo hanno cambiato completamente lo scenario politico. Nulla sarà più come prima. La confusione di questi giorni è molto preoccupante”, ha affermato indicando la necessità per il sindacato di assumere un ruolo ancor più forte e indipendente. “Oggi siamo nel paradosso che abbiamo tre Governi ma di fatto non ne abbiamo nessuno. Chiediamo alle forze politiche di varare subito un Governo del Paese e con quello vogliamo confrontarci. La vera priorità sarà creare occupazione. Dobbiamo continuare a cambiare la Fornero. C’è necessità di promuovere una riforma fiscale”.

Oltre al Segretario regionale Giacinto Menis, confermato nell’incarico all’unanimità, sono stati eletti in segreteria Claudio Cinti, Magda Gruarin, Mauro Franzolini e Tiziana Spessot. Tesoriere Gianfranco Flora.

Trieste, 31 maggio 2018