Saranno organizzati anche in Friuli Venezia Giulia entro il mese di novembre gli attivi unitari di CGIL, CISL e UIL nelle quattro province di Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone per discutere e valutare il DEF e la Legge di Stabilità presentata dal Governo, nonché le proposte che le tre sigle sindacali intendono presentare a Roma per la crescita e lo sviluppo del Paese.

La decisione di convocare gli attivi in tutti i territori provinciali nasce dall’intento delle Segreterie nazionali – manifestato nell’incontro unitario dell’8 ottobre – di discutere le proposte con la base, arricchendole dal confronto con le lavoratrici, i lavoratori, le pensionate e i pensionati, anche con assemblee nei luoghi di lavoro.

Le priorità di CGIL, CISL e UIL per la legge di bilancio 2019 (tutti i dettagli si trovano nel volantino allegato) tocca i temi dello sviluppo, della crescita e dell’occupazione, della riforma fiscale e della lotta all’evasione, del Mezzogiorno, della previdenza e del welfare, delle politiche sociali e del contrasto alla povertà, della sanità e dell’istruzione, così come della valorizzazione della Pubblica amministrazione.

“CGIL, CISL e UIL – spiega in premessa la piattaforma unitaria nazionale – Cgil, Cisl e Uil continuano ad affermare con forza la necessità che lo sviluppo del Paese sia supportato da politiche espansive e sostengono, in coerenza con le linee espresse dalla Confederazione Europea dei Sindacati, che sia necessario il superamento delle politiche di austerity che, in Italia come in Europa, hanno determinato profonde disuguaglianze, aumento della povertà, crescita della disoccupazione in particolare giovanile e femminile”.

“La manovra del Governo, pur rappresentando una prima inversione di tendenza, mostra elementi di inadeguatezza ed è carente di una visione del Paese e di un disegno strategico che sia capace di ricomporre e rilanciare le politiche pubbliche finalizzate allo sviluppo sostenibile e al lavoro – prosegue la piattaforma -. L’utilizzo degli oltre 22 miliardi di spesa previsti in deficit dalla manovra deve essere finalizzato a nuove politiche che mettano al centro il lavoro e la sua qualità, in particolare per i giovani e le donne, che siano in grado di contrastare l’esclusione sociale e la povertà; che determinino processi redistributivi e di coesione nel Mezzogiorno; che prevedano investimenti in infrastrutture materiali e sociali; innovazione, scuola, formazione e ricerca, prevenzione e messa in sicurezza del territorio e che sostengano le politiche industriali”.

“La manovra traccia, invece, un percorso diverso – si legge ancora -: mancano le risorse per gli investimenti poiché si privilegia invece la spesa corrente, si preannunciano ulteriori tagli e si introducono misure che non determinano creazione di lavoro ma rischiano di rappresentare mere politiche di assistenza. Il contrasto alla povertà è senza dubbio una priorità per il Paese, ma la povertà non si combatte se non c’è lavoro e non si rafforzano le grandi reti pubbliche del paese: sanità, istruzione e servizi all’infanzia e assistenza. Del tutto assenti sono i riferimenti all’innovazione nella Pubblica Amministrazione e al rinnovo di contratti in essere e di quelli futuri. Sulla previdenza è positiva l’apertura di una base di confronto su “quota 100”, ma – obiettano i sindacati – manca qualunque riferimento alla pensione di garanzia per i giovani, agli interventi a favore delle donne, ai lavoratori precoci e lavori gravosi e la separazione tra previdenza e assistenza. Sul versante fiscale i provvedimenti annunciati sono iniqui e sbagliati in quanto si scegli di introdurre un nuovo condono premiando gli evasori e non si riduce il cuneo fiscale per i lavoratori e per i pensionati, non si prevedono né una maggiore progressività delle imposte e interventi sui patrimoni dei più ricchi e non si programma un deciso contrasto all’evasione”.

Trieste, 7 novembre 2018

 

VolantoneA3-Attivi-Unitari-Cgil-Cisl-Uil

 

Piattaforma complessiva finale