Non si può aspettare che la situazione si aggravi ulteriormente. Ci sono lavorazioni già ferme. Nei prossimi mesi timore per ulteriori pensionamenti e aggravio di lavoro.

Le lavorazioni per il personale marittimo sono ferme perché non c’è più personale dedicato al settore. Le lavorazioni relative alle pensioni di invalidità, agli assegni sociali o alle cessioni del quinto di pensione sono seguite da un unico dipendente, chiamato a dividersi anche in attività di sportello per fornire informazioni al pubblico. Se manca, per un qualsiasi motivo, è difficile sostituirlo.

Sono solo alcuni degli esempi delle gravi criticità che si registrano negli uffici INPS del capoluogo giuliano a causa del mancato turn-over del personale e che sono state rappresentate oggi da Michele Piga, Luciano Bordin e Matteo Zorn in rappresentanza di CGIL, CISL e UIL provinciali al Prefetto di Trieste. Nel corso dell’incontro in Prefettura, svoltosi in via telematica nel rispetto delle norme di contenimento della pandemia, i sindacati hanno lanciato un grido d’allarme e chiesto al delegato territoriale del Governo di farsi portavoce a Roma della richiesta unitaria di destinare nuovo personale alle sedi INPS del Friuli Venezia Giulia e Trieste in particolare.

La situazione nel capoluogo giuliano, dove non sono arrivate forze fresche neppure dopo l’ultimo concorso completato nel luglio 2019, è particolarmente critica ed è destinata ad aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi, in previsione di ulteriori pensionamenti e di un aumentato carico di lavoro che potrebbe riversarsi sugli uffici al termine del blocco dei licenziamenti.

“I ritmi produttivi sono sempre più accelerati, il clima di lavoro è pesante a causa anche degli sfoghi degli utenti. Molti dipendenti scelgono così verso una quiescenza anticipata. Anche i settori ad oggi più  presidiati, come nel caso della NASPI o della CIG, vanno comunque in crisi per l’esponenziale aumento delle domande. Non possiamo aspettare che la situazione diventi ancor più grave. Serve più personale destinato alla sede INPS di Trieste per fornire un servizio adeguato alla cittadinanza. Bisogna intervenire subito”, hanno dichiarato Piga, Bordin e Zorn al termine dell’incontro dopo aver ottenuto la disponibilità del Prefetto di farsi portavoce delle loro istanze con il Governo centrale.

Il percorso di CGIL, CISL e UIL, cominciato già nei mesi scorsi con una serie di incontri con i direttori delle sedi provinciali e regionali dell’INPS, proseguirà per sensibilizzare e coinvolgere anche la politica regionale sulla problematica.

I sindacati mantengono ferma la condanna per gli insulti e le minacce rivolte al personale che sono e restano ingiustificabili.

Trieste, 3 maggio 2021