Le proposte sono partite dal Convegno-dibattito promosso ieri dalla struttura territoriale UIL Pensionati di Domio. Ancora troppi i morti sul lavoro: 22 in Fvg da gennaio a settembre. 

“Sono 642, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro di Bologna, i decessi registrati sui luoghi di lavoro nei primi mesi del 2018. E il numero sale a oltre 1250 se si contano i morti sulle strade e in itinere”.

E’ partendo da queste cifre, esposte nella sua relazione introduttiva da Giuliano Folchini, componente della segreteria della UIL Pensionati, che si è aperto il convegno dibattito organizzato dalla Struttura territoriale UIL Pensionati di Domio svoltosi ieri al Ristorante Hotel Sonia in località Domio 47 a San Dorligo della Valle, in provincia di Trieste. In Friuli Venezia Giulia, stando ai dati Inail gennaio-settembre 2018, le morti bianche sono state in totale 22, di cui 3 in itinere. Troppe per il sindacato.

“Lo scorso anno nel nostro Paese si è toccato il minimo storico di morti bianche dal 1951, ma la situazione attuale è peggiorata. I dati rilevati finora registrano un aumento rispetto agli anni precedenti”, ha spiegato nella sua relazione introduttiva Folchini.

“E’ importante notare che, nei primi 5 mesi dell’anno, la maggior parte degli infortuni mortali si è verificato tra i lavoratori dell’industria e dei servizi (348)”, ha aggiunto citando i dati Inail che rilevano anche un aumento dei casi in cui sono stati coinvolti lavoratori stranieri, cresciuti dai 50 del 2017 ai 65 del 2018.

Ai casi di decesso si devono aggiungere anche gli infortuni con esiti meno gravi e le denunce per malattie professionali che, per citare qualche dato, “nel 2016 erano circa 58 mila in Italia (43 mila i malati), di cui nel 33% dei casi è già stata riscontrata la causa professionale. Il 65% delle denunce riguardano le patologie del sistema osteo-muscolare – ha ricordato ancora Folchini nella sua relazione -. Quasi 1.400 i lavoratori affetti da malattia asbesto-correlata. E non possiamo dimenticare che nel 2017 nel Paese sono morti 1.206 lavoratori con il riconoscimento di una malattia professionale”.

Dati preoccupanti che spingono il sindacato a una riflessione a tutti i livelli. Non solo tra le categorie degli attivi, ma anche dei pensionati. Ed è proprio questo lo spirito con cui la Struttura territoriale della UIL Pensionati di Domio ha promosso l’incontro, “per riflettere sull’aumento dei casi e dei pericoli che incombono sui lavoratori e le loro famiglie” ma anche per “cercare con urgenza i rimedi più opportuni”. Tra le proposte della UIL Pensionati c’è anche quella di “portare nelle scuole medie, superiori, professionali e magari anche all’Università una materia di studio che si occupi di infortunistica – ha concluso il componente della segreteria UIL Pensionati Fvg Giuliano Folchini -. E’ solo così che si può portare una vera cultura della sicurezza sul luogo di lavoro”.

“Il sindacato dei lavoratori e delle lavoratrici in quiescenza – ha rimarcato lo scopo dell’iniziativa anche il professor Claudio Selmo, componente del direttivo della Struttura territoriale UILP di Domio, soffermandosi anche sulla differenza di genere – intende esprimere, con questa iniziativa, tutta la propria sensibilità e la forte preoccupazione rispetto a tali negativi fenomeni, confermando il forte legame che esiste tra tutti i lavoratori”. L’auspicio è che “il sindacato rafforzi le proprie analisi e conoscenze sul fenomeno per svolgere un ruolo attivo nel contrasto”, ha aggiunto Selmo proponendo, sul fronte locale, anche “l’inserimento di una quarta area di intervento sindacale dedicata alle politiche del lavoro e della prevenzione, all’interno della piattaforma territoriale recentemente siglata dalle organizzazioni sindacali dei pensionati di Trieste”.

Al convegno, introdotto e moderato da Angelo Semeraro, segretario della STU di Domio, hanno portato i propri contributi anche il Direttore del dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste, dottor Valentino Patussi, il Direttore regionale dell’Inail del Friuli Venezia Giulia, dottor Fabio Lo Faro e la Direttrice del Distretto sanitario 3 di Trieste, dottoressa Ofelia Altomare.

Presenti anche il dottor Paolo Toffanin, sempre del dipartimento di prevenzione dell’AsuiTs, la dottoressa Milena Rustia, Assessore per la Sanità e Sociale del comune di S. Dorligo della Valle, la dottoressa Gabriella De Caro, responsabile del Patronato ITAL UIL FVG, il segretario della UILM di Trieste e Gorizia Antonio Rodà e il Segretario generale della UIL FVG Giacinto Menis che hanno partecipato al dibattito.

In chiusura dei lavori la Segretaria regionale della UIL Pensionati Magda Gruarin ha sottolineato l’importanza del raccordo e del lavoro comune che può essere fatto dai sindacati e dalle istituzioni che hanno preso parte al convegno.

Trieste, 22 novembre 2018