MOBILITA’ PERSONE FENOMENO INARRESTABILE

Krizman: “il futuro della UIM è come punto di incontro tra emigrati e immigrati, capace di fornire risposte alle esigenze di una società globale in movimento. Libera circolazione diventa un’opportunità di fuga più che una scelta”.

“La circolarità mobile di persone che un’Europa senza frontiere può garantire sembra per noi diventare sempre più unilateralità di movimento. Oggi, rispetto a 18 anni fa, la percezione dell’Europa è molto cambiata, purtroppo in negativo. La libera circolazione delle persone per molti è diventata più che una scelta, un’opportunità di fuga”.

Lo ha constatato il presidente della UIM del Friuli Venezia Giulia, l’Unione Italiani nel Mondo della UIL, Fulvio Krizman, nella relazione introduttiva con cui ha aperto il congresso che si è svolto questa mattina nella sede Enfap di via San Francesco a Trieste.

La UIM del Friuli Venezia Giulia crede fermamente “sia utile non solo organizzare un modello informativo per coloro che stanno decidendo di andare a vivere, momentaneamente o definitivamente, fuori dall’Italia” ma anche “monitorare e seguire i flussi degli italiani che lasciano la nostra regione, per metterli in contatto con i nostri uffici UIM eventualmente presenti nel Paese di destinazione”.

Krizman ha ricordato gli oltre 60 milioni di italiani all’estero, “un’altra Italia fuori dall’Italia, fatta di emigrazione più o meno recente, per cui abbiamo chiesto giustizia e rispetto. Altrettanto ora dobbiamo fare per chi immigra nel nostro Paese. E’ nel nostro DNA di sindacalisti”.

Krizman ha così posto l’accento sul ruolo futuro che vede per la UIM, come “punto di incontro tra emigrati ed immigrati, simbolo di integrazione, capace di fornire risposta alle esigenze che emergono in una società globale sempre più in movimento”.

“Nell’ultimo ventennio la popolazione immigrata è cresciuta di quasi 20 volte, ma non è continuando a dire e dimostrare che senza il loro apporto lavorativo nei settori ritenuti poco appetibili dagli italiani (edilizia, agricoltura, cura familiare), il Paese sarebbe impossibilitato ad affrontare il futuro, o che il loro contributo al prodotto interno lordo è dell’11% e che gli immigrati versano alle casse pubbliche più di quanto non ricevano come fruitori di prestazioni e servizi sociali, che freniamo l’onda di confusa xenofobia che sta avanzando”.

Per arginare il fenomeno che definisce di “etno-disagio”, secondo Krizman, sono importanti “i servizi rivolti ai migranti dai nostri sportelli”, ma soprattutto la formulazione di proposte “di percorsi di integrazione sul campo tra i richiedenti asilo e gli anziani dei comitati degli orti, come nell’esempio di Modena, o gli anziani ricoverati nelle case di riposo, come nel caso di Trento, nel rispetto della storia e tradizione del Friuli Venezia Giulia, regione storicamente incrocio di individualità, identità, culture e religioni diverse”.

Nel corso del congresso è stata sottolineata anche l’importanza dei servizi forniti dall’ITAL UIL del Friuli Venezia Giulia, diretta da Gabriella De Caro, a favore delle comunità degli italiani di Slovenia e Croazia e della collaborazione con l’Unione Italiana con sede a Fiume e Capodistria che raggruppa 52 associazioni di italiani e 40 mila aderenti tra Slovenia e Croazia. “Attraverso la nostra rete di associazioni e i servizi in campo sociale, previdenziale, assistenziale e lavorativo forniti dal sindacato possiamo offrire servizi sempre migliori”, ha sottolineato Maurizio Tremul, presidente della UI, ospite all’incontro.

“Il problema della migrazione è un problema epocale molto complesso. Anche il concetto di integrazione ognuno lo intende a modo proprio. Bisogna trovare una via intermedia di rispetto. Accoglienza sì, ma mirata, con il ripristino dei canali legali di ingresso”, ha commentato anche il segretario generale della UIL del Friuli Venezia Giulia Giacinto Menis.

I lavori sono stati chiusi dal Presidente UIM nazionale Angelo Mattone.