Assunti a tempo indeterminato direttamente in azienda 100 lavoratori. Altri 100 garantiti con lo “staff leasing”.

C’è soddisfazione nella UILM di Trieste per la stabilizzazione diretta di 100 dei 227 lavoratori interinali di Flextronics ottenuta mercoledì nel tavolo riunito al Mise tra azienda e sindacati.  “E’ un risultato importante. E’ stata accolta una richiesta che avanzavamo ormai da tanto tempo”, commenta il Segretario della UILM UIL di Trieste e Gorizia Antonio Rodà.

In seguito all’accordo ministeriale di giugno 2015 i sindacati avevano già ottenuto un primo contingente di 100 stabilizzazioni. “Per noi quel percorso doveva proseguire”, spiega il segretario della UILM UIL Rodà ricordando come il sindacato avesse già più volte chiesto all’azienda di stabilizzare i lavoratori somministrati.

Ora, anche alla luce delle nuove questioni poste dal decreto dignità, l’azienda ha accolto le richieste del sindacato e la forza lavoro assunta direttamente da Flextronics sale da 405 a 505 unità, andando ben oltre le aspettative. “Sarebbero stati una ventina i lavoratori da stabilizzare, siamo saliti a 100”.

Non solo. “Altri 100 lavoratori saranno assunti a tempo indeterminato con lo strumento dello staff leasing – spiega Rodà -. Saranno assunti a tempo indeterminato dall’agenzia interinale ma di fatto saranno legati alle attività produttive di Flextronics con garanzia della continuità dell’appalto. Gli ultimi 27 lavoratori, quelli con anzianità inferiore ai 24 mesi, saranno assunti invece direttamente dall’agenzia ma senza garanzia della continuità della commessa. Se dovesse esserci un calo, sarà l’agenzia a occuparsi del loro ricollocamento”. Di fatto, dunque, si è ottenuta una stabilizzazione del rapporto di lavoro di tutti i 227 lavoratori somministrati che erano impiegati nell’azienda e che finora avevano missioni variabili da 1 a 3 o, nei casi più fortunati, fino a 6 mesi.

“Abbiamo risolto un problema che, se non fosse stato affrontato opportunamente, avrebbe potuto anche portare a degli esuberi – conclude Rodà, sottolineando i rischi che il nuovo decreto avrebbe potuto involontariamente generare -. Siamo riusciti a incanalare nella giusta direzione le opportunità che il decreto dignità ci poneva”.

Trieste, 29 ottobre 2018