RITROVARE LA CENTRALITA’ DEL FRIULI  

Il mondo del lavoro è all’angolo e le politiche sul lavoro non sono all’altezza. Edilizia in situazione agonica. Il vero rilancio passa solo per il manifatturiero.

“Il Friuli rappresenta il 50% del Pil e del territorio della regione. Torni a esercitare pienamente le proprie funzioni, senza sottrarsi alle responsabilità attinenti alla consistenza e al coinvolgimento del volume che produce”.

Lo ha affermato in maniera decisa il Segretario provinciale della UIL di Udine Ferdinando Ceschia nella relazione con cui ha aperto il XVII congresso territoriale che si è svolto mercoledì 4 aprile a Castions di Strada e all’esito del quale è stato confermato nell’incarico.

“Il mondo del lavoro è all’angolo, le politiche sul lavoro non sono all’altezza specie nel settore del manifatturiero, anche in provincia di Udine – ha aggiunto Ceschia -. Lo dimostrano i dati della disoccupazione, che sono anche parziali perché non comprendono i “desaparecidos”, i cosiddetti Neet, coloro che non studiano e non lavorano ma che di più un impiego neppure lo cercano. Le stime, desunte dai dati statistici Istat, portano a calcolare oltre 90 mila persone, tra disoccupati, sospesi e “desaparecidos”. Il dato – ha proseguito – è ancora più grave se si pensa che dal 2011 l’Unione Europea ha stimato che il fenomeno degli “scoraggiati” in Europa riguarda per il 50% il nostro Paese”.

Il prezzo più alto e pesante, anche in provincia di Udine, l’ha pagato il settore dell’edilizia “che si trova in una situazione agonica, a cui non si è sopperito neppur con le opere pubbliche che non vengono fatte partire”.

Partendo da questa base il Segretario Ceschia ha posto alla base dell’agenda sindacale l’impegno a ripristinare un dignitoso livello, anche qualitativo, dei “posti di lavoro”, considerato che le attuali formule contrattuali non garantiscono né dignità né prospettiva.

“Dopo l’euforia sulle ipotesi astratte di economia, il manifatturiero è ancora il terreno su cui ripartire”, ha aggiunto con convinzione Ceschia.

“Il sindacato e i suoi aderenti devono ripristinare le loro funzioni civili nella società. Bisogna mettere come priorità il lavoro per ripartire”, ha affermato ancora ribadendo l’importanza di proseguire i rapporti con le altre organizzazioni sindacali “per presidiare il territorio, inteso come comunità”.

Oltre al Segretario Generale Ferdinando Ceschia sono stati eletti in segreteria anche Manuela Martinis, Luigi Oddo, Andrea Sappa e Massimo Minen.