All’indomani della nuova bocciatura della proposta di Legge da parte del Consiglio regionale.

Un’altra occasione persa per portare il Friuli Venezia Giulia al passo con le altre regioni d’Italia sulle pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive, secondo le indicazioni previste dalla legge 20/2016: è così che Cgil, Cisl e Uil commentano la nuova bocciatura dei giorni scorsi, da parte del Consiglio Regionale FVG, della doppia preferenza di genere nelle elezioni regionali. “Con questa decisione – commentano le Segretarie regionali di Cgil Cisl e Uil, con le responsabili pari opportunità Rossana Giacaz, Claudia Sacilotto e Magda Gruarin – restiamo, insieme a Piemonte e Valle d’Aosta, tra le tre regioni che non consentono ai propri elettori di scegliere due candidati di sesso diverso all’interno della stessa lista. Con queste prese di posizione ci allontaniamo, sempre più, dal resto d’Italia e dall’Europa”. L’approvazione della proposta di legge – riferisce una nota unitaria – sarebbe stato un segnale di apertura alla vera partecipazione di tutti i cittadini alla vita politica del territorio, una spinta alla volontà politica di passare dalle enunciazione ai fatti. Invece si riscontra un nulla di fatto. In una regione dove oltre il 50% della popolazione è di sesso femminile non è accettabile che solo 6 donne, su 49 componenti, siedano in Consiglio regionale. In questo momento storico le donne stanno pagando prezzi molto alti a causa della pandemia, in termini economici, occupazionali, di salute, con il rischio concreto di un pericoloso arretramento dei risultati  faticosamente conquistati in tema di parità:  l’esclusione delle  donne dalla vita sociale, economica e politica del paese sarebbe una sconfitta  per la società intera, non solo dal punto di vista della crescita del pil (che potrebbe crescere di 7 punti se l’occupazione femminile arrivasse al 60%),  ma anche sotto il profilo culturale e di progresso civile. “Per questo – affermano Giacaz, Sacilotto e Gruarin – chiediamo al Consiglio regionale che si giunga al più presto ad approvare una legge elettorale che preveda la doppia preferenza di genere, come avviene per le elezioni amministrative, anche nella nostra regione. Per promuovere la parità servono azioni concrete di inclusione e di contrasto alle discriminazioni, che permettano a tutti i cittadini di esprimere i propri talenti e competenze per il bene della comunità, e nell’interesse generale al di là delle appartenenze politiche. Altrettanto basiti – conclude la nota di Cgil, Cisl, Uil – ci lascia la mancata approvazione, sempre da parte dell’Aula, della proposta di istituzione di un fondo di indennità a favore degli orfani di vittime di femminicidio. Un no inconcepibile, che segna ancora una volta la distanza ingiustificabile da quelle azioni concrete necessarie contro una piaga (e le sue conseguenze) da cui purtroppo anche la nostra regione non è esente. Su questi temi – che non sono solo femminili – ci saremmo attesi, e continuiamo a farlo, una maggiore sensibilità e impegni concreti capaci di rispondere alla sfida culturale, sociale, civile che abbiamo di fronte.

Udine, 27 marzo 2021 – per Cgil, Cisl, Uil Fvg – Ufficio stampa Cisl Fvg