Il C.S.IR. – Consiglio Sindacale Interregionale Italo-Croato Alto Adriatico CGIL, CISL, UIL, SSSH, l’associazione costituita fra le organizzazioni sindacali del Friuli Venezia Giulia, del Veneto e delle contee croate Istriana e Litoraneo-Montana, preposta alle attività e iniziative connesse alla cooperazione transfrontaliera e alla tutela dei lavoratori frontalieri, esprime la propria preoccupazione per la prolungata e complessa crisi che sta investendo i cantieri navali Uljanik di Pola e 3. Maj di Fiume. Tali insediamenti affacciano su un area, quella frontaliera del Mar Adriatico settentrionale, da sempre caratterizzata da una storica e consolidata attività cantieristica, che ha consentito sinergie produttive tra i cantieri italiani e croati e, attraverso processi di mobilità transfrontaliera, l’impiego di lavoratori e lavoratrici specializzati/e nelle diverse realtà produttive dei due paesi.

Nel rappresentare la propria solidarietà alle migliaia di lavoratori e lavoratrici da mesi coinvolti/e in una difficile congiuntura, che li vede a rischio di non ricevere i propri salari e, soprattutto, di perdere i propri posti di lavoro, il C.S.IR. vuole richiamare l’attenzione sul grande valore dei cantieri croati dell’Istria e del Quarnero, sull’alta qualità delle maestranze in essi impiegate, sul livello di elevata qualità delle navi lì prodotte e sull’importanza strategica che tali cantieri hanno sempre rappresentato per l’economia delle contee croate dell’Alto Mar Adriatico.

Il C.S.IR. sottolinea dunque la necessità di fare ogni sforzo, al fine di garantire che tali siti rimangano destinati alla produzione della cantieristica navale, evitando qualsiasi ristrutturazione che li assegni ad altri settori del tutto alieni dalla loro originaria vocazione storica ed economica. Nondimeno, il C.S.IR. respinge qualsiasi tentativo, di qualunque parte, che voglia attribuire strumentalmente alla Commissione europea le responsabilità esclusiva di qualsivoglia decisione verrà assunta sul futuro dei cantieri navali di Pola e Fiume, sottolineando la responsabilità  del governo della Repubblica di Croazia nel prendere decisioni strategiche  che assicurino la sopravvivenza e lo sviluppo della cantieristica navale su basi sostenibili.

Per le ragioni sopra indicate, il C.S.IR. fa appello al senso di responsabilità di tutte le parti coinvolte nella crisi e in particolare al Governo croato e alla Commissione europea, affinché, nel rispetto delle norme comunitarie, venga individuata al più presto la soluzione maggiormente soddisfacente e meno gravosa per il futuro dei lavoratori e le lavoratrici di questi storici cantieri navali dell’Alto Mar Adriatico.

L’Ufficio di Presidenza del C.S.IR.