In questo periodo di emergenza sanitaria, le donne hanno dimostrato una grande capacità di mettersi in gioco dando prova concreta nel fronteggiare il repentino cambiamento nelle dinamiche famigliari, nel lavoro e nell’ambiente.

La pandemia, purtroppo, ha messo crudamente in evidenza le gravi difficoltà in cui si trovano le donne nella condivisione dei carichi di cura, nell’acuirsi della violenza nei loro confronti soprattutto negli ambiti familiari, nella presenza di maggiori sacche di povertà.

La situazione che si sta vivendo rischia di creare allarmanti disuguaglianze di genere e di rendere la socieà in generale meno inclusiva.

Vanno quindi, con urgenza messi in atto interventi e azioni di responsabilità, ad iniziare dalle istituzioni.

La ripresa non deve e non può essere un “riprendere” la vita del pre-pandemia ma un nuovo inizio che metta al centro la salvaguardia dell’ambiente, che sappia costruire un nuovo modello economico capace di superare le enormi disuguaglianze che da troppi anni creano ingiustizia e sofferenza, che ponga l’attenzione sull’importanza delle relazioni in tutti gli ambiti del vivere civile.

In questo progetto di cambiamento, le donne rappresentano un capitale umano che deve essere valorizzato, per le competenze professionali, per la grande capacità di prendersi cura delle persone, per il talento nel tessere relazioni.

Il momento storico travagliato che stiamo attraversando, va vissuto come un’opportunità di svolta, una formidabile possibilità di ricostruire la traiettoria e di ripensare il cammino da percorrere. Le donne sono in grado di dare un contributo notevole per creare un laboratorio politico che traghetti il Paese verso un futuro pienamente sostenibile dove la salute venga riconosciuta come il bene più prezioso.

Se vogliamo porre un freno alla violenza, ai femminicidi, dobbiamo imparare a stare nel mondo in modo diverso, uscendo dalla dilagante autoreferenzialità, da una sempre più preoccupante mancanza di ascolto, dall’assenza della responsabilità del limite.

E’ necessario ricucire la nostra vita, i nostri spazi e i nostri tempi: le donne sono pronte per questa sfida.

25 novembre 2020

Magda Gruarin
Coordinatrice Pari Opportunità e Politiche di Genere UIL FVG

PARITA’

Il problema della parità e della violenza sulle donne è fondamentalmente un problema di cultura e di educazione e questo chiama in causa principalmente lo Stato nella sua Istituzione più importante: La scuola

Ciò significa che gli strumenti per affrontarlo e risolverlo ci sono , basta avere la consapevolezza che istruire non può essere separato dall’educare.

E ’necessario fare un investimento verso le nuove generazioni di bambini e bambine e verso le attuali generazioni di formatori perché il rispetto e la risoluzione di conflitti in modo non violento diventino il filo conduttore di ogni forma di istruzione, educazione e quindi di formazione degli esseri umani.

Fin dalla scuola dell’infanzia è necessario puntare alla reciproca collaborazione, maschi femmine e al rispetto e dialogo.

Per fare questo è necessario formare i formatori e inserire nella didattica proposta dal ministero strumenti che facilitino questi percorsi.

Nessun slogan potrà mai risolvere da solo un problema che è alla base di una convivenza più serena e quindi più produttiva nella nostra società.

25 novembre 2020

Daniela Francescutto
Coordinatrice Pari Opportunità.
UILPENSIONATI FVG