UILFPC FVG: BASTA DECISIONI CALATE DALL’ALTO SULLA PELLE DEI LAVORATORI

Il compito di un sindacato è dare voce ai lavoratori, difenderli e denunciare i fatti reali. E l’evidenza di quanto sta accadendo con l’accentramento sul nuovo sito di Feletto Umberto parla da sola: la situazione sul campo è ben diversa da come viene descritta. Nonostante il tempo a disposizione, Udine è in ritardo. Definire l’avvio del nuovo centro come una situazione di “sicurezza minima garantita”, o le attuali criticità come un semplice “scaffale da spostare”, non rende conto di quanto i lavoratori stanno realmente vivendo. Le loro denunce e l’evidenza sul campo raccontano un’altra storia: parliamo di un vero e proprio cantiere aperto.

I lavoratori sono stati costretti a operare nella polvere, respirando un insopportabile odore di vernice e senza aria condizionata nei primi giorni di attività. A questo si aggiungono disagi quotidiani intollerabili: una sala mensa troppo stretta per il numero di addetti e
una gestione dei parcheggi discriminatoria, negata di fatto agli addetti allo smistamento.

Il trasferimento a Feletto sta avendo ricadute devastanti, in particolare sui colleghi più fragili. Lavoratori provenienti da Trieste si trovano ad affrontare giornate fuori casa di 12 ore, con tempi di viaggio tra autobus e treni che assorbono dalle 2 alle 4 ore. Di fronte a questi disagi, si percepisce un atteggiamento di puro e freddo burocratese: nessuna reale presa in carico dei fisiologici ritardi dei mezzi pubblici e l’abbandono dei dipendenti a sé stessi anche solo per capire come poter consumare un pasto dignitoso in trasferta.

Come se non bastasse, le nuove ripartizioni centralizzate stanno spingendo in avanti gli orari di lavoro, costringendo i dipendenti a ingoiare continui slittamenti. Tutto questo mentre resta irrisolta la cronica carenza di mezzi e strumentazione (palmari e stampanti).

Tutto questo disastro logistico ed organizzativo nasce da un problema di fondo inaccettabile: le decisioni vengono prese al centro, calate dall’alto, svuotando di fatto di ogni utilità i confronti territoriali. Un esempio lampante di questo totale scollamento tra i palazzi centrali e la realtà lavorativa è la gestione delle nuove linee mercato. A livello centrale, gli algoritmi definiscono percorsi e orari sulla carta perfetti. Nella pratica quotidiana, questi progetti si scontrano con la viabilità reale della nostra provincia, risultando totalmente
impraticabili. Non si possono applicare formule matematiche alla fatica umana.

La UILFPC di Udine chiede a gran voce il ritorno a una contrattazione di secondo livello che sia vera e incisiva, capace di adattare le direttive nazionali alle specificità del nostro territorio. Non siamo disposti ad accettare giustificazioni. Pretendiamo che la sicurezza sia assoluta e che i percorsi logistici siano testati sulla realtà, non sulle slide. Noi continueremo la nostra lotta al fianco dei lavoratori, senza fare sconti a nessuno. Chi conosce bene la situazione sa perfettamente che stiamo dicendo la verità.

Andrea Borelli
Coordinatore Territoriale UILFPC Udine – Dipartimento Poste