Zorn-Zambon: “Un presidente politico sarebbe la retrocessione in Serie B”

“Sulla presidenza dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale non vi devono essere interessi politici: i porti di Trieste e Monfalcone devono avere al vertice un manager tecnicamente preparato, esperto di logistica e portualità internazionale, capace di portare avanti lo sviluppo avviato da Zeno D’Agostino e da Mario Sommariva, e non nominati per meriti politici”.

Lo sottolineano il segretario generale della UIL del Friuli Venezia Giulia, Matteo Zorn, e la segretaria generale della UIL Trasporti, Patrizia Zambon, ammonendo sul momento delicato che sta attraversando la portualità giuliana davanti ai mutamenti dello scenario internazionale in Medio Oriente e in Ucraina, ma anche sul versante cinese e indiano.

“La chiusura di fatto del Mar Rosso per i collegamenti con l’Estremo Oriente e il blocco delle risorse provenienti dal Mar Nero, a causa degli eventi bellici, assieme al processo di ‘nearshoring’ verso cui si stanno orientando i Paesi occidentali rispetto alla dipendenza dall’industria cinese – osservano Zorn e Zambon – stanno minacciando il ruolo che Trieste si è guadagnata per l’economia centro ed esteuropea. Tali conflitti non si risolveranno rapidamente, e Trieste dovrà lottare per rimanere competitiva”.

Secondo UIL e UIL Trasporti, proprio in questo scenario nasce l’esigenza che il porto di Trieste rilanci l’approccio sistemico e innovativo, diversificando le proprie opportunità, in continuità del percorso intrapreso da D’Agostino e Sommariva che, come ricordano i segretari, ha prodotto la stabilizzazione della forza lavoro impiegata nel porto, valorizzando professionalità sempre più rare, che hanno permesso di assumere il controllo diretto delle attività, dei servizi e delle infrastrutture interne al porto e retroporto di Trieste, proiettando lo stesso in partnership con i porti nord europei.

“Mai come in questo momento – evidenziamo Zorn e Zambon – occorrono sia il riconoscimento europeo della extradoganalità, sia dei manager individuati per competenza, esperti e lungimiranti. In caso contrario, lo scalo giuliano rischierebbe di essere marginalizzato, di fatto ‘retrocesso in Serie B’, con gravi conseguenze per i lavoratori nonché per la città di Trieste e, non da ultimo, per l’intera regione. Verrebbero infatti inficiati i numerosi investimenti già finanziati per lo sviluppo del retroporto, dei servizi portuali, nonché di tutto il reticolo ferroviario”, concludono i segretari UIL e UIL Trasporti, invitano tutte le maestranze ad intervenire affinché la politica non ripeta gli errori del passato.