ISONTINO: ISTITUIRE UNA ZESE PER USCIRE DALLA CRISI

Una Zona economica speciale europea è la via per uscire dalla crisi che ancora attanaglia il tessuto produttivo della provincia. Gorizia può giocare un ruolo centrale anche nel sistema di Porto-regione. Fincantieri fondamentale nell’economia del mare.

 

“L’istituzione della Zona economica speciale europea valorizzerebbe la collocazione geografica del nostro territorio, centrale nella nuova Europa, e ridurrebbe il divario fiscale, contributivo  e di costo dell’energia che penalizza le nostre imprese nel rapporto con quelle confinanti di Slovenia e Austria”.

E’ questa la via individuata dal Segretario provinciale della UIL di Gorizia, nonché Segretario regionale della UIL FVG, Giacinto Menis, per traghettare l’economia isontina fuori dalla crisi. Confermato nell’incarico all’esito del XV congresso territoriale che si è svolto oggi al Grand Hotel Entourage in piazza Sant’Antonio 2 a Gorizia, Menis ha chiesto  “l’impegno convinto di tutte le forze in campo” per la creazione della Zese.

“Sarebbe la prima esperienza del genere in ambito europeo; potrà produrre risultati positivi quanto più sarà sostenuto dal pieno successo degli ambiti collaborativi individuati all’interno del GECT”, ha aggiunto Menis intravedendo potenzialità importanti anche “nel disegno di sviluppo integrato nella logistica del più vasto progetto di Porto-regione, quello che prevede il collegamento tra i porti di Trieste, Monfalcone e San Giorgio di Nogaro e il legame sempre più stretto tra gli interporti di Fernetti, Gorizia, Cervignano, Pordenone”. Gorizia, “forte della sua ricca dotazione infrastrutturale (Porto, Autoporto, Aeroporto e autostrada) può giocare un ruolo importante”.

Solo così, con “scelte coraggiose, capaci di smuovere quella pericolosa condizione d’inerzia e d’indeterminatezza che da troppo tempo frena il nostro territorio”, il territorio goriziano potrà cambiare il corso di una storia di progressivo impoverimento produttivo e occupazionale di cui “la chiusura della SIAP (gruppo Carraro) quella della SWI (ex Safog) e quindi quella della Tex Giulia, per non dire dell’Eaton, sono solo gli ultimi capitoli”.

“Abbiamo assistito ad un processo di sostanziale deindustrializzazione dell’area goriziana: è stato praticamente smobilitato l’intero settore del tessile, dichiarato lo stato di crisi del ramo locale del distretto del legno e pressoché scomparso il comparto meccanico – ha riassunto la situazione della crisi che in provincia vede aperti ancora molteplici fronti -. L’area monfalconese ha patito i tagli delle committenze nei settori maggiormente colpiti dalla crisi generale, dovendosi così aggrappare sempre più strenuamente alla tenuta dei propri cantieri”.

Solo “Fincantieri ha saputo reagire alla crisi accentuando, con importanti acquisizioni, il proprio carattere internazionale e confermando la volontà di investire a Monfalcone”, ha riconosciuto il Segretario provinciale Menis chiedendo però che ora, “ai successi produttivi, ai risultati di bilancio, all’espansione sui mercati internazionali, corrisponda un salto di qualità nel rapporto con il territorio, nel contrasto all’illegalità e nell’impiego di mano d’opera locale, oltre che nel rapporto con il sistema degli appalti”. La UIL auspica che in proposito possa produrre effetti positivi il Protocollo di collaborazione sottoscritto, insieme a CGIL e CISL regionali, con Fincantieri e la Regione FVG. L’intesa pilota in tema di politiche attive del lavoro porterà all’apertura di uno sportello dell’Agenzia regionale per il lavoro all’interno dello stabilimento di Monfalcone per favorire i processi di collocazione lavorativa, in particolare quella giovanile.

“Fincantieri svolge un ruolo fondamentale all’interno della “economia del mare” che rappresenta la vera opportunità di sviluppo del nostro territorio, facendo sistema tra industria cantieristica navale e nautica da diporto, porto e retro-porto, ferrovia e snodi infrastrutturali”, ha aggiunto Menis sottolineando però l’importanza di siglare, tra tutti gli attori, istituzionali e privati, un nuovo “Patto per lo sviluppo che tracci le linee programmatiche e i filoni di intervento sui quali attestare una prospettiva di rinascita del territorio”. “Ci ritroveremo, altrimenti, con una Gorizia perennemente irrisolta, privata dell’industria, impoverita di funzioni direzionali nei settori dei servizi e incapace di cogliere le opportunità offerte dalla caduta dei confini (anzi, pagando in termini di deflusso imprenditoriale a causa dei vantaggi fiscali offerti dalla Slovenia). E con una Monfalcone sempre più dipendente dalle fortune dei propri cantieri”.

Oltre al Segretario Generale Giacinto Menis sono stati eletti anche come segretario organizzativo Claudio Cinti e come segretario sindacale Michele Lampe. Tesoriere Giampaolo Orzan.